Se impariamo i tarocchi studiando da un mazzo, se poi prendiamo mazzi diversi dobbiamo imparare di nuovo tutto da zero?

Pubblicato il 3 ottobre 2026 alle ore 15:36

๐Ÿƒ CAMBIARE MAZZO DI TAROCCHI SIGNIFICA RICOMINCIARE DA ZERO?

Simboli, immagini e il problema dei diversi sistemi di Tarocchi

Una delle domande che prima o poi si pone chi studia seriamente i Tarocchi è questa:

“Se imparo i Tarocchi utilizzando un determinato mazzo e successivamente ne compro un altro, devo imparare tutto nuovamente da zero?”

La risposta breve è:

no, generalmente non dobbiamo ricominciare da zero.

Ma la risposta completa è molto più interessante.

Perché cambiare mazzo significa entrare in contatto con un nuovo linguaggio visivo e, qualche volta, persino con una diversa tradizione simbolica.

๐Ÿ“š Prima impariamo la struttura

Immaginiamo di avere studiato per molto tempo con un determinato mazzo.

Abbiamo imparato che esistono 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori, per un totale tradizionale di 78 carte.

Abbiamo studiato il Mago, la Papessa, l’Imperatrice, l’Imperatore, gli Amanti, il Carro, l’Eremita, la Morte, il Diavolo, la Torre, la Luna, il Sole e così via.

Abbiamo imparato i quattro semi.

๐Ÿ”ฅ Bastoni.

๐Ÿ† Coppe.

โš”๏ธ Spade.

๐Ÿช™ Denari o Pentacoli.

Abbiamo studiato i numeri.

L’Uno come principio.

Il Due come dualità.

Il Tre come sviluppo.

Il Quattro come stabilità.

Il Cinque come crisi.

E così via fino al Dieci.

Questa conoscenza non scompare quando cambiamo mazzo.

È il nostro bagaglio.

๐Ÿ  Cambia la casa, non necessariamente le fondamenta

Possiamo utilizzare una metafora.

Immaginiamo due case costruite sulle stesse fondamenta.

La prima potrebbe essere classica.

La seconda moderna.

Cambiano i colori.

Cambiano i mobili.

Cambiano le finestre.

Cambia l’atmosfera.

Ma alcune strutture fondamentali rimangono.

Lo stesso può accadere con i Tarocchi.

Prendiamo l’Eremita.

In un mazzo potremmo vedere il classico vecchio con una lanterna.

In un altro potremmo trovare un monaco.

In un altro ancora una figura solitaria che attraversa una montagna.

In un mazzo contemporaneo potrebbe persino essere rappresentato attraverso immagini completamente differenti.

Ma continueremo probabilmente a incontrare temi come:

๐Ÿ•ฏ๏ธ ricerca;

๐Ÿง  introspezione;

๐Ÿšถ solitudine;

๐Ÿ“š saggezza;

๐ŸŒ‘ isolamento;

๐Ÿ”ฆ ricerca della propria luce.

Il vestito cambia.

L’archetipo rimane riconoscibile.

๐ŸŽจ Ogni mazzo possiede però una propria personalità

Questo non significa che tutti i mazzi siano identici.

Sarebbe l’errore opposto.

Ogni autore compie delle scelte.

Colori.

Simboli.

Personaggi.

Animali.

Paesaggi.

Espressioni.

Posizioni del corpo.

Oggetti.

Tutto questo può aggiungere nuove sfumature.

Supponiamo che nel nostro primo mazzo la Morte sia rappresentata in maniera cupa e terrificante.

๐Ÿ’€ Potremmo percepire soprattutto la fine.

Poi prendiamo un altro mazzo nel quale la Morte è circondata da germogli, fiori o simboli di rinascita.

๐ŸŒฑ Improvvisamente lo stesso Arcano ci parla con maggiore forza di trasformazione.

La carta rimane la Morte.

Ma il nuovo artista ci sta invitando a guardarla da un’altra prospettiva.

๐Ÿ‘๏ธ Non bisogna soltanto riconoscere la carta

Quando acquistiamo un nuovo mazzo, quindi, non dobbiamo limitarci a dire:

“Questa è la Torre. So già cosa significa.”

Fermiamoci.

Guardiamola.

Che cosa ha deciso di rappresentare l’autore?

โšก Dove cade il fulmine?

๐Ÿ—ผ Che tipo di Torre vediamo?

๐Ÿ‘ฅ Ci sono persone?

๐Ÿ”ฅ C’è fuoco?

๐ŸŒ‘ È notte oppure giorno?

๐ŸŽจ Quali colori dominano?

๐Ÿ˜จ Quale emozione ci comunica?

Magari conosciamo perfettamente il significato tradizionale della Torre.

Ma quella particolare Torre potrebbe mostrarci qualcosa che non avevamo mai considerato.

Il nuovo mazzo non ci costringe necessariamente a ricominciare: ci invita ad approfondire.

๐Ÿ—ฃ๏ธ È come conoscere una persona nuova

Possiamo utilizzare anche un’altra metafora.

Conoscere il significato generale degli Arcani è come conoscere una lingua.

Cambiare mazzo è come incontrare una nuova persona che parla quella stessa lingua.

La comprendiamo.

Ma possiede un accento differente.

Utilizza alcune parole più frequentemente.

Ha un tono particolare.

Possiede una propria sensibilità.

๐Ÿƒ Ogni mazzo parla la lingua dei Tarocchi con il proprio accento.

Ed è proprio questo che rende così interessante possedere e utilizzare mazzi differenti.

โš ๏ธ Ma esistono anche sistemi diversi

Qui dobbiamo fare una precisazione importante.

Non tutti i mazzi appartengono esattamente allo stesso sistema.

Esistono differenti tradizioni.

Per esempio, possiamo incontrare mazzi che si rifanno maggiormente ai Tarocchi di Marsiglia, altri al sistema Rider-Waite-Smith, altri ancora alla tradizione di Aleister Crowley e del Thoth Tarot.

In questi casi le differenze possono diventare più importanti.

Cambiano alcuni simboli.

Cambiano certe corrispondenze.

Può cambiare la numerazione di alcuni Arcani.

Cambiano talvolta i nomi delle carte.

E soprattutto cambia la filosofia esoterica che sta dietro al mazzo.

Quindi, passando da un sistema all’altro, sarà necessario studiare qualcosa di nuovo.

Ma ancora una volta:

non partiamo da zero.

Portiamo con noi tutto quello che abbiamo già imparato.

๐Ÿƒ Il caso particolare degli Arcani Minori

La differenza può essere particolarmente evidente negli Arcani Minori.

In alcuni mazzi le carte numerali sono fortemente illustrate.

Per esempio, un Tre di Spade può mostrarci immediatamente un’immagine capace di evocare sofferenza e ferita.

๐Ÿ’”โš”๏ธ

In altri mazzi potremmo trovare semplicemente tre spade disposte secondo un determinato schema.

A quel punto dobbiamo lavorare maggiormente con:

il numero Tre;

il simbolismo della Spada;

la composizione;

i colori;

la tradizione del mazzo.

Questo può cambiare profondamente il nostro modo di leggere.

Ed è anche un ottimo esercizio.

Perché ci impedisce di dipendere completamente da un’immagine già costruita per noi.

๐Ÿ”ข I numeri diventano una bussola

Proprio per questo considero molto importante conoscere il simbolismo dei numeri.

Se conosco il significato del Cinque e conosco il significato delle Coppe, anche davanti a un mazzo che non ho mai utilizzato possiedo già due coordinate.

5๏ธโƒฃ + ๐Ÿ†

Posso cominciare a ragionare.

Lo stesso vale per:

4๏ธโƒฃ + ๐Ÿช™ Denari.

7๏ธโƒฃ + ๐Ÿ”ฅ Bastoni.

9๏ธโƒฃ + โš”๏ธ Spade.

La conoscenza della struttura ci permette di orientarci anche quando cambiano completamente le immagini.

Più conosciamo il linguaggio simbolico, meno dipendiamo dal singolo mazzo.

๐Ÿ“– Bisogna leggere il libretto del nuovo mazzo?

Secondo me, sì.

Soprattutto quando il mazzo è stato costruito con un progetto simbolico preciso.

Non perché dobbiamo obbedire ciecamente all’interpretazione dell’autore.

Ma perché è interessante comprendere:

“Perché questa carta è stata disegnata proprio così?”

Magari un dettaglio che consideravamo puramente estetico possiede un significato preciso.

Il libretto può quindi diventare una porta d’ingresso nel mondo particolare di quel mazzo.

Dopo possiamo confrontare ciò che dice l’autore con ciò che vediamo noi.

๐Ÿง˜ Un esercizio per conoscere un nuovo mazzo

Quando acquistiamo un nuovo mazzo possiamo evitare di utilizzarlo immediatamente per stese complesse.

Prendiamoci qualche giorno.

Ogni giorno estraiamo una carta.

Osserviamola.

Poi domandiamoci:

Che cosa riconosco immediatamente?

Che cosa è diverso dal mazzo con il quale ho studiato?

Quale simbolo è stato aggiunto?

Quale simbolo è scomparso?

Quale emozione mi comunica questa versione dell’Arcano?

La mia interpretazione cambia osservando questa immagine?

Possiamo anche mettere fianco a fianco la stessa carta proveniente da due o tre mazzi differenti.

Tre Eremiti.

Tre Diavoli.

Tre Soli.

Tre Papesse.

Tre Morti.

E osservare come cambia il modo di raccontare lo stesso archetipo.

È un esercizio straordinario.

๐ŸŒณ Dal significato alla comprensione

All’inizio dello studio abbiamo bisogno di significati abbastanza semplici.

Sole = luce.

Eremita = introspezione.

Torre = crisi.

Morte = trasformazione.

Amanti = amore e scelta.

Poi però dobbiamo andare oltre.

Il vero obiettivo non dovrebbe essere memorizzare migliaia di definizioni.

Dovrebbe essere comprendere il simbolo.

Quando comprendiamo profondamente un Arcano, possiamo riconoscerlo anche quando cambia veste.

๐ŸŒณ È come conoscere un albero.

Possiamo vederlo in primavera pieno di fiori.

In estate ricoperto di foglie.

In autunno con colori completamente diversi.

In inverno quasi spoglio.

L’aspetto cambia.

Ma continuiamo a riconoscere l’albero.

โœจ OGNI NUOVO MAZZO NON CANCELLA IL PRECEDENTE: LO ARRICCHISCE

Quindi, se abbiamo imparato i Tarocchi attraverso un mazzo e successivamente ne acquistiamo un altro, non dobbiamo necessariamente imparare tutto nuovamente da zero.

Dobbiamo però concedere al nuovo mazzo il tempo di presentarsi.

Non diciamo immediatamente:

“Conosco già questa carta.”

Guardiamola come se fosse la prima volta.

Perché magari conosciamo l’Arcano, ma non conosciamo ancora quella particolare rappresentazione dell’Arcano.

Ed è qui che collezionare e utilizzare mazzi differenti può diventare uno straordinario strumento di studio.

Un mazzo ci insegna una cosa.

Un altro mette in evidenza un simbolo differente.

Un altro ancora ci costringe a mettere in discussione una nostra interpretazione.

๐Ÿƒ Non stiamo ricominciando. Stiamo approfondendo.

All’inizio impariamo le carte.

Poi impariamo i simboli.

Successivamente impariamo a confrontare le tradizioni.

E infine potremmo arrivare a qualcosa di ancora più interessante:

non avere più bisogno di ricordare meccanicamente che cosa “significa” una carta, perché abbiamo imparato a dialogare con il suo simbolo.

Il mazzo cambia.

L’immagine cambia.

I colori cambiano.

Lo stile cambia.

Ma il bagaglio che abbiamo costruito rimane con noi.

E ogni nuovo mazzo può aggiungere una nuova parola, una nuova sfumatura e una nuova prospettiva a quella meravigliosa lingua simbolica che chiamiamo Tarocchi. ๐Ÿƒโœจ

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