๐ COME MEDITARE CON UN TAROCCO AL GIORNO
Una semplice pratica quotidiana di osservazione e conoscenza interiore
Quando si parla di Tarocchi, spesso si pensa immediatamente alle grandi stese, alle numerose carte disposte sul tavolo e alla necessità di interpretare complicati rapporti tra gli Arcani.
Ma siamo sicuri che servano sempre tante carte?
A volte una sola carta è più che sufficiente.
Anzi, utilizzare un solo Tarocco al giorno può diventare una delle pratiche più semplici e interessanti per conoscere progressivamente gli Arcani e, contemporaneamente, riflettere su noi stessi.
Non dobbiamo necessariamente chiedere:
๐ฎ “Che cosa mi succederà oggi?”
Possiamo invece domandare:
๐ฏ๏ธ “Su quale simbolo posso meditare oggi?”
La differenza è fondamentale.
Il Tarocco non diventa una sentenza sul futuro, ma un'immagine che ci accompagnerà durante la giornata.
๐ Il rituale del mattino
Possiamo iniziare appena svegli oppure durante un momento tranquillo della mattina.
Mescoliamo il mazzo lentamente.
Non occorrono rituali complicati.
Possiamo semplicemente prenderci qualche minuto di silenzio, respirare e cercare di non pensare alle mille cose che dovremo fare durante la giornata.
Poi formuliamo una domanda molto semplice:
“Su quale energia, tema o aspetto della mia vita posso riflettere oggi?”
Ed estraiamo una sola carta.
Una.
Non tre.
Non cinque.
Non dieci.
Una carta ci obbliga ad approfondire.
๐๏ธ Prima regola: osservare prima di interpretare
Supponiamo di avere estratto l'Eremita.
La tentazione potrebbe essere quella di prendere immediatamente il nostro manuale e cercare:
“Significato Eremita Tarocchi.”
Aspettiamo.
Prima guardiamo la carta.
Osserviamola veramente.
Qual è la prima cosa che cattura la nostra attenzione?
Il personaggio?
La luce?
Il bastone?
La posizione del corpo?
I colori?
Lo sfondo?
Quale sensazione ci comunica?
Solitudine?
Pace?
Tristezza?
Saggezza?
Ricerca?
Non esiste necessariamente una risposta corretta.
๐๏ธ Prima del significato tradizionale viene l'incontro personale con l'immagine.
๐ง Che cosa mi fa pensare questa carta?
Facciamo un secondo passo.
Chiediamoci:
“Che cosa mi ricorda?”
L'Eremita potrebbe ricordarci che abbiamo bisogno di qualche momento per noi stessi.
Oppure potrebbe farci pensare a una persona saggia che abbiamo conosciuto.
Potrebbe ricordarci un periodo di solitudine.
Oppure farci comprendere che ultimamente ci siamo isolati troppo.
Ed ecco una cosa importantissima:
โจ lo stesso Arcano può generare riflessioni completamente differenti.
Per una persona l'Eremita potrebbe rappresentare la necessità di stare un po' da sola.
Per un'altra potrebbe rappresentare esattamente il contrario: si è isolata troppo e dovrebbe tornare verso gli altri.
Il simbolo apre la porta.
Poi siamo noi a doverla attraversare.
โ๏ธ Tenere un diario dei Tarocchi
Consiglio moltissimo di accompagnare questa pratica con un piccolo diario.
Non servono pagine e pagine.
Ogni mattina possiamo semplicemente annotare:
๐ la data;
๐ la carta estratta;
๐๏ธ il particolare che ci ha colpito maggiormente;
โค๏ธ l'emozione provata osservandola;
๐ญ una breve riflessione;
โ una domanda che vogliamo portarci dietro durante la giornata.
Per esempio:
Carta: Il Sole โ๏ธ
Prima impressione: luce, calore, serenità.
Domanda del giorno: “Che cosa porta realmente gioia nella mia vita?”
A questo punto chiudiamo il diario.
E andiamo a vivere.
โ๏ธ Portare la carta nella vita quotidiana
Questa è forse la parte più interessante.
Non dobbiamo trascorrere l'intera giornata ossessionati dalla carta.
Semplicemente possiamo ricordarcene ogni tanto.
Se abbiamo estratto il Sole, potremmo accorgerci maggiormente delle cose che ci fanno stare bene.
Se abbiamo estratto la Giustizia, potremmo riflettere sulle conseguenze delle nostre decisioni.
Se abbiamo estratto la Forza, potremmo osservare come gestiamo rabbia, istinti e conflitti.
Se abbiamo estratto la Papessa, potremmo prestare maggiore attenzione al silenzio, allo studio e all'ascolto.
Se abbiamo estratto il Matto, potremmo domandarci quanto spazio concediamo alla libertà e alla spontaneità.
๐ La carta diventa così una specie di tema meditativo della giornata.
๐ E se esce una carta che mi spaventa?
Qui arriviamo a un punto fondamentale.
Supponiamo di estrarre il Diavolo.
Non dobbiamo pensare:
๐จ “Oddio, oggi succederà qualcosa di terribile!”
Assolutamente no.
Ricordiamoci lo scopo dell'esercizio.
Non stiamo tentando di predire gli avvenimenti della giornata.
Stiamo scegliendo un simbolo sul quale meditare.
Il Diavolo potrebbe allora farci domandare:
โ๏ธ Da che cosa mi sento troppo dipendente?
๐ฅ Quale desiderio sta diventando eccessivo?
๐ช Quale parte di me faccio fatica ad accettare?
๐ Che cosa limita la mia libertà?
Improvvisamente una carta apparentemente terribile diventa uno strumento straordinario di introspezione.
๐ผ E se esce la Torre?
Lo stesso vale per la Torre.
Non significa necessariamente:
“Accadrà una disgrazia.”
Possiamo invece meditare sul concetto di struttura.
Quale certezza considero indistruttibile?
Sono capace di accettare un cambiamento improvviso?
Esiste qualcosa nella mia vita che deve essere ricostruito?
La Torre può insegnarci che alcune strutture devono cadere perché altre possano essere costruite.
โก Una carta difficile non deve diventare motivo di paura.
Può diventare una domanda difficile.
Ed è molto diverso.
๐ E se esce la Morte?
Probabilmente poche carte spaventano quanto l'Arcano XIII.
Eppure, all'interno di questa pratica, la Morte può diventare una meravigliosa meditazione sul cambiamento.
๐ Che cosa devo lasciare andare?
๐ฑ Che cosa può rinascere?
๐ Quale fase della mia vita sta cambiando?
๐งณ Che cosa continuo a portarmi dietro anche se non mi serve più?
La natura stessa vive attraverso cicli di nascita, trasformazione e morte.
Qualcosa finisce continuamente affinché qualcos'altro possa cominciare.
โค๏ธ Anche le carte belle richiedono meditazione
Attenzione però a non commettere l'errore opposto.
Se esce una carta meravigliosa non significa che dobbiamo limitarci a pensare:
“Fantastico! Oggi sarà una giornata perfetta!”
Supponiamo di estrarre Gli Amanti.
Invece di aspettare necessariamente un incontro romantico, possiamo domandarci:
โค๏ธ Come sto amando?
โ๏ธ Quale scelta devo affrontare?
๐ค Sono capace di rispettare la libertà delle persone che amo?
๐ช Amo qualcuno oppure ho semplicemente paura di perderlo?
Persino una carta apparentemente positiva può porci domande molto impegnative.
๐ La sera: tornare alla carta
Arriviamo infine al momento che considero più interessante.
La sera, prima di dormire, riprendiamo la carta estratta al mattino.
Osserviamola nuovamente.
Ma questa volta abbiamo qualcosa che al mattino non possedevamo:
un'intera giornata vissuta.
Chiediamoci:
“Questa carta mi ha fatto riflettere su qualcosa?”
“Ho vissuto un'emozione collegabile al suo simbolismo?”
“La interpreto nello stesso modo di questa mattina?”
“Ho scoperto qualcosa di me?”
Poi possiamo scrivere poche righe sul nostro diario.
Non dobbiamo necessariamente trovare collegamenti.
Se non è successo nulla di significativo, va benissimo.
Non dobbiamo forzare la realtà per farla coincidere con la carta.
โ ๏ธ Questo è importantissimo.
๐ฎ Non cercare conferme ovunque
Se estraiamo la Torre e durante la giornata ci cade un bicchiere, non dobbiamo necessariamente pensare:
“Ecco! La Torre lo aveva previsto!”
Se estraiamo gli Amanti e una persona ci sorride al supermercato, non significa necessariamente che abbiamo incontrato l'amore della nostra vita.
La mente umana è bravissima a costruire collegamenti.
Per questo la pratica deve rimanere soprattutto meditativa.
๐ง Il nostro obiettivo non è dimostrare che il Tarocco aveva ragione.
È utilizzare il Tarocco per generare pensieri, domande e consapevolezza.
๐ Dopo qualche settimana accade qualcosa di interessante
Se continuiamo questa pratica per trenta giorni, avremo trenta pagine del nostro diario.
A quel punto possiamo rileggerle.
Potremmo scoprire che alcune carte ci mettono spesso a disagio.
Altre ci rassicurano.
Alcune immagini ci affascinano particolarmente.
Alcuni simboli ci fanno sempre pensare alle stesse persone o alle stesse situazioni.
Ed ecco che il diario non ci racconta soltanto qualcosa sui Tarocchi.
๐ Comincia a raccontarci qualcosa su noi stessi.
Ed è qui che questa pratica diventa veramente interessante.
๐ฏ๏ธ Un Tarocco, una domanda, un giorno
Il metodo può quindi essere riassunto molto semplicemente:
๐ Al mattino: estrai una carta.
๐๏ธ Osservala: prima di cercarne il significato.
โค๏ธ Ascolta: quale emozione suscita?
โ Formula: una domanda collegata alla carta.
๐ Durante il giorno: porta con te quella domanda senza ossessionarti.
๐ La sera: torna alla carta.
โ๏ธ Scrivi: poche righe su ciò che hai compreso.
E poi riponi il Tarocco nel mazzo.
La giornata è conclusa.
Domani arriverà un'altra carta.
โจ CONCLUSIONE: NON CHIEDERE SEMPRE AL TAROCCO DI PARLARE DEL FUTURO
Forse siamo troppo abituati a chiedere ai Tarocchi:
“Che cosa succederà?”
Proviamo ogni tanto a cambiare completamente domanda.
Chiediamo:
“Su che cosa posso riflettere oggi?”
Una sola carta può essere sufficiente.
Perché quando osserviamo veramente un Arcano scopriamo che dentro quella piccola immagine esiste un universo di simboli.
Non dobbiamo avere fretta.
Un Tarocco.
Una giornata.
Una domanda.
Una meditazione.
๐ Il Tarocco non deve necessariamente dirci dove stiamo andando.
A volte può semplicemente aiutarci a fermarci per qualche minuto e osservare dove siamo.
E forse, prima di cercare continuamente di conoscere il futuro, dovremmo imparare proprio questo:
โจ essere più presenti nel nostro presente.
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